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Ali menta

Ali menta

by nature Giugno 12, 2019

La scansione delle immagini di Alice Belcredi appartiene a una interiore rilettura della natura, della realtà contingente, di un pianeta che lentamente si sgretola soffocato dall’incessante e incombente avanzata del «mondo di plastica».

Una ricerca, la sua, che travalica questo nostro tempo per entrare nello spazio di una personalissima stagione creativa, per trasmettere il clima di una scrittura che unisce performance, disegno, fotografia, installazione in una sorta di continua e intensa denuncia sociale.

Vi è all’interno dell’esperienza della Belcredi la volontà di «vedere un mondo più bello», di comunicare sensazioni purissime e ritrovare la luce in fondo al tunnel degli ecosistemi inquinati e inquinanti, di tradurre la rappresentazione in un racconto, sottilmente poetico, caratterizzato da un singolare e simbolico cavallo di plastica, composto da 3000 CD, che ha attraversato la storia per raggiungere una voluta e cercata libertà.

E, scrive Francesca Persano, «Più soggetti - persone, fiori, città, prati, montagne, strade - convivono in una sola immagine, verosimile, ma surreale».

Un’immagine che nella performance-installazione «Ali Menta» ideata per il progetto #Fuoriclasse curato da Daniele Galliano, ospitato dalla Conserveria Pastis, costituisce l’essenza di un’azione dove un «campo di menta invade l’asfalto ridando un fresco profumo di verde».

La natura riprende così il sopravvento, il grigio del marciapiede si rianima e l’umanità ritrova luoghi, spazi e atmosfere che sembravano sconfitte, abbandonate, sacrificate al cemento.

Il profumo proviene da un campo di piante di Menta Piperita, situato nella regione Barauda a Pancalieri, tra Torino e Cuneo.  Utilizzando un alambicco, le piantine sono state trasformate in olio di Menta Piperita. Durante la performance la polvere verde di prodotto organico, contenuta in un barile di acciaio inox, è stata versata sul pavimento, calpestata e portata, come «orme verdi», all’esterno della galleria «per inquinare il suolo grigio della città».

Azione, immagine, intuizione concettuale, si fondono nel discorso della Belcredi che, formatasi alla Facoltà di Architettura e allo IED di Torino, esprime una profonda ricerca espressiva ed esistenziale.


Installazione composta da 30L di Olio essenziale di menta Piperita proveniente dall’Azienda Spezialì.
10 kg di pigmento minerale verde
Un monitor

CREDITS

 


Concept - Alice Belcredi e Bruno Mastropietro
Drone  - Clemente Adami
Montaggio - Davide Borsa
Trasformazione della menta - Giorgio Boniforte
Raccolta della menta - Beppe
Cura della menta - 9 indiani carissimi

Fuoriclasse, Associazione Azimut
Curatore - Daniele Galliano
Assistente-  John Bringwolves
Assistente - Tony
Foto riproduzioni - Lara Favaretto, Gaia Audino e Andrea

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